Sbirciò da una fessura tra le assi di legno. I dodici erano seduti in cerchio, perfettamente immobili. Al centro, una luce fioca e pulsante sembrava scaturire dal terreno. Non parlavano, ma Elias sentiva un brusio costante nell'aria, come un alveare di vespe elettriche.
Con il passare degli anni, i dodici diventarono un'unica entità. Si muovevano insieme, parlavano poco e solo tra loro, camminando per le strade di Valcupa come piccoli sovrani in esilio. Gli abitanti iniziarono a temerli. Nessuno osava rimproverarli, perché chiunque ci provasse finiva vittima di "incidenti": una caduta dalle scale, un fuoco che divampava improvviso in cucina, una mano che finiva inspiegabilmente sotto una sega circolare. Il villaggio dei dannati
Elias sentì la propria volontà sbriciolarsi. Le sue gambe iniziarono a muoversi da sole, riportandolo verso il centro del villaggio. Non poteva gridare, non poteva opporsi. Mentre camminava, vide le luci delle case spegnersi una a una. Sbirciò da una fessura tra le assi di legno
Erano diversi. Bellissimi, ma di una bellezza che gelava il sangue. Avevano capelli color del ghiaccio e occhi di un azzurro così pallido da sembrare quasi bianchi. E non piangevano mai. Mai. Non parlavano, ma Elias sentiva un brusio costante
Ecco un racconto originale ispirato a quel tema, ambientato in una sperduta località italiana. L'Ombra di Valcupa